EFSA ha analizzato 23 sostanze SVHC presenti nella Union List dei materiali plastici a contatto con alimenti, ne ha approfondite 7 e ha segnalato solo la melamina come candidata a una possibile rivalutazione.
Non significa che la melamina sia stata dichiarata pericolosa nell’uso attuale né che il suo impiego nei MOCA sia stato vietato: il report individua un elemento da riesaminare, non una conclusione di rischio.
Nel technical report pubblicato il 18 settembre 2026, EFSA ha incrociato le sostanze della Candidate List REACH con quelle della Union List del Regolamento (UE) 10/2011, il regolamento che disciplina i materiali plastici a contatto con gli alimenti (MOCA). Il risultato: 23 sostanze SVHC autorizzate nei materiali plastici, 7 selezionate per un approfondimento, 6 confermate senza nuovi elementi rilevanti e una sola, la melamina, indicata come potenzialmente da rivalutare.
Questi numeri contano perché mostrano un metodo, non solo un esito: lo stesso schema di ragionamento si ripresenterà su altre sostanze nei prossimi anni.
Che cosa significa SVHC nei materiali a contatto con gli alimenti
Una Substance of Very High Concern (SVHC) è una categoria prevista dal regolamento REACH per le sostanze chimiche che presentano proprietà di particolare preoccupazione: effetti cancerogeni, mutageni, tossici per la riproduzione, persistenza e bioaccumulo (PBT/vPvB), oppure altre proprietà per le quali esistano evidenze scientifiche di probabili effetti gravi sulla salute umana o sull’ambiente che determinano un livello di preoccupazione equivalente. L’inclusione nella Candidate List ECHA segnala che la sostanza richiede attenzione, non che il suo uso sia proibito ovunque.
Per i materiali a contatto con gli alimenti vale una distinzione chiave: l’identificazione di un pericolo (hazard) non equivale automaticamente a un rischio (risk) per il consumatore. Il rischio reale dipende da quanto la sostanza può migrare nell’alimento, in che quantità e con quali restrizioni già previste dalla Union List. Una sostanza SVHC può restare autorizzata se la sua esposizione è stata valutata e contenuta entro limiti specifici.
Perché una sostanza già autorizzata può essere riesaminata
L’inserimento di una sostanza nella Union List del Regolamento (UE) 10/2011 deriva da una valutazione scientifica fatta sui dati disponibili in un certo momento. Non è una decisione definitiva: nel tempo possono emergere nuovi studi tossicologici, nuove classificazioni di pericolo o nuovi parametri di valutazione (endpoint).
Il sistema di sicurezza dei MOCA funziona quindi per aggiornamento continuo, non per autorizzazione concessa una volta per tutte: è lo stesso principio alla base del report EFSA sulle SVHC.
Come EFSA ha selezionato le sostanze da approfondire
Nella metodologia descritta nel report, EFSA ha confrontato più fonti: la Union List delle plastiche, la Candidate List REACH, le classificazioni di pericolo armonizzate (CLP), eventuali restrizioni REACH, le valutazioni precedenti di SCF ed EFSA, la banca dati tossicologica OpenFoodTox e le informazioni disponibili su ECHA CHEM. Ha incrociato questi elementi con le condizioni di utilizzo e i limiti di migrazione già previsti per i MOCA plastici.
Perché 16 sostanze sono state escluse dalla prioritizzazione
Delle 23 SVHC individuate, 16 non sono passate alla fase di approfondimento. I criteri di esclusione riguardano la rilevanza per la salute umana e per l’esposizione orale, la presenza di restrizioni regolatorie già severe, un’esposizione attesa trascurabile oppure un limite di migrazione specifico già definito. Questo non significa che quelle 16 sostanze siano “sicure” in senso assoluto: significa che, secondo la metodologia di screening usata, non emergono elementi che richiedano priorità di approfondimento in questa fase.
Il caso della melamina
La melamina è presente nella Union List del Regolamento (UE) 10/2011 ed è inserita nella Candidate List REACH, con un limite di migrazione specifico. EFSA l’aveva già valutata nel 2010, stabilendo una dose giornaliera tollerabile (TDI).
Nel nuovo report, alcuni studi aggiuntivi sulla tossicità riproduttiva maschile hanno riportato reference point inferiori a quello utilizzato da EFSA nel 2010 per stabilire la dose giornaliera tollerabile (TDI). Per questo EFSA ha indicato la melamina come potenzialmente da rivalutare, con un primo focus sulla tossicità riproduttiva.
Va detto con chiarezza: la proposta di rivalutazione non equivale alla conclusione che l’attuale utilizzo della melamina nei materiali a contatto con gli alimenti comporti un rischio per la salute umana. È un segnale che apre una nuova fase di valutazione, non un verdetto di pericolosità. Sul fronte REACH, la melamina risulta inclusa nella Candidate List delle sostanze SVHC per un livello di preoccupazione ritenuto equivalente ad altre categorie: una classificazione armonizzata come tossica per la riproduzione non risulta, al momento, conclusa.
Hazard e risk: due concetti da tenere distinti in Quality
Una proprietà di pericolo (hazard) descrive ciò che una sostanza è in grado di provocare in determinate condizioni. Il rischio (risk) dipende invece da quanto quella proprietà si traduce in un’esposizione reale per il consumatore: quantità presente nel materiale, capacità di migrare, tipo di alimento, temperatura e tempo di contatto, uso singolo o ripetuto, limiti di migrazione già fissati dalla normativa. Due materiali con la stessa sostanza SVHC possono comportare un rischio diverso solo perché cambiano le condizioni reali di impiego.
Dalla valutazione EFSA al lavoro quotidiano nelle aziende alimentari
Il metodo EFSA non resta un esercizio accademico: ha conseguenze operative dirette per chi gestisce qualità, acquisti e conformità dei materiali di imballaggio.
Qualificare un fornitore di packaging
Ricevere una scheda tecnica non basta. Il responsabile Quality deve sapere quali documenti richiedere al fornitore, comprenderne i contenuti e verificare che siano coerenti con l’impiego previsto per quel materiale specifico.
Leggere una Declaration of Compliance
Per i materiali plastici disciplinati dal Regolamento 10/2011, la Declaration of Compliance (DoC) attesta la conformità del materiale, supportata da documentazione tecnica che deve restare disponibile per i controlli. Gli obblighi documentali sono trattati nel dettaglio nell’articolo dedicato ai MOCA già pubblicato su questo blog; qui vale ricordare che la DoC va letta insieme alle condizioni di impiego dichiarate, non come documento a sé stante.
Verificare le condizioni reali di utilizzo e gli aggiornamenti normativi
Un materiale conforme per determinate condizioni non è automaticamente adatto a ogni alimento, temperatura o durata di contatto: un cambio di alimento o di tempo di conservazione può richiedere una nuova verifica. Allo stesso modo, nuovi pareri EFSA o modifiche alla Union List devono entrare nei processi di sorveglianza normativa, non restare notizie isolate: il caso della melamina mostra come un singolo report possa aprire un fronte di verifica su un materiale già in uso da anni.
La sicurezza chimica dei MOCA richiede competenze multidisciplinari
Collegare normativa FCM, tossicologia, migrazione, valutazione del rischio e qualifica dei fornitori non è un esercizio teorico: è il lavoro quotidiano di chi presidia la sicurezza alimentare in azienda. Non serve diventare tossicologi, ma riconoscere quando un aggiornamento scientifico o normativo può avere conseguenze sulla conformità dei materiali utilizzati.
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Domande frequenti
Cosa significa SVHC?
Substance of Very High Concern: categoria REACH per sostanze con proprietà di particolare preoccupazione (cancerogene, mutagene, tossiche per la riproduzione, persistenti/bioaccumulabili) o un livello di preoccupazione ritenuto equivalente. Non equivale a “sostanza vietata”.
Una sostanza SVHC nei MOCA è automaticamente vietata?
No. I due sistemi regolatori, REACH e Regolamento (UE) 10/2011, hanno funzioni diverse e vanno letti insieme: una sostanza può restare nella Union List se la sua esposizione reale è stata valutata e resta entro i limiti previsti.
La melamina è stata dichiarata pericolosa nei MOCA?
No. EFSA ha indicato la melamina come candidata a una possibile rivalutazione, con un primo approfondimento sulla tossicità riproduttiva. La proposta di rivalutazione non equivale alla conclusione che l’uso attuale comporti un rischio per la salute umana.
Che differenza c’è tra hazard e risk nei materiali a contatto con gli alimenti?
L’hazard è la proprietà di pericolo intrinseca di una sostanza. Il risk dipende anche dall’esposizione reale: quantità, migrazione, tipo di alimento, temperatura e tempo di contatto. Una sostanza con proprietà di pericolo può comportare un rischio basso se l’esposizione è ben controllata.



