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ISO 20001: il nuovo standard contro lo spreco alimentare che poche aziende conoscono
ISO 20001 sarà il primo standard internazionale dedicato alla gestione delle perdite e degli sprechi alimentari, con pubblicazione prevista per il 2027. Nonostante l’urgenza del problema (oltre 1 miliardo di tonnellate di cibo sprecato nel 2022), un’indagine DNV rivela che meno di un’azienda su tre conosce questo nuovo strumento.
📋 I quattro elementi chiave di ISO 20001
- Framework certificabile: primo standard ISO specifico per ridurre perdite e sprechi lungo tutta la filiera alimentare.
- High Level Structure: compatibile con ISO 9001, ISO 14001 e ISO 22000, facilita l’integrazione nei sistemi esistenti.
- Approccio strutturato: mappatura, misurazione, obiettivi quantitativi, monitoraggio e rendicontazione degli sprechi.
- Doppio beneficio: riduzione costi operativi e miglioramento performance ESG per le aziende certificate.
💡 Insight: solo il 24% delle aziende considera lo spreco alimentare una priorità strategica, nonostante l’85% dichiari di aver adottato misure. ISO 20001 fornirà il framework per trasformare iniziative sporadiche in sistemi strutturati e certificabili.
Un quinto del cibo mondiale finisce sprecato: il paradosso fame-spreco
Quasi un quinto del cibo disponibile al consumo a livello globale finisce perduto o sprecato. Nel 2022, secondo i dati del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP), sono state buttate oltre 1,05 miliardi di tonnellate di alimenti in tutto il mondo. Questo spreco enorme coesiste con 783 milioni di persone che soffrono la fame, creando un paradosso inaccettabile tra abbondanza e scarsità .
Oltre al costo umano ed etico, lo spreco alimentare rappresenta un problema ambientale di enorme portata: i rifiuti di cibo generano dall’8% al 10% delle emissioni globali di gas serra, quasi quattro volte quelle del settore dell’aviazione. L’impatto economico è altrettanto significativo, con perdite stimate in circa 1.000 miliardi di dollari annui.
Di fronte a questi numeri emerge la necessità di un approccio più strutturato per ridurre le perdite e gli sprechi nella filiera alimentare. Proprio a questo mira ISO 20001, il primo standard internazionale di gestione dedicato specificamente alla riduzione dello spreco alimentare, la cui pubblicazione è prevista per il 2027.
Consapevolezza in crescita, ma azioni insufficienti
Le aziende del settore alimentare sono sempre più consapevoli del problema dello spreco, ma faticano a tradurre le buone intenzioni in azioni efficaci e continuative. Una recente indagine globale DNV ViewPoint ha coinvolto 375 imprese del Food & Beverage in Europa, Americhe e Asia, rivelando un netto divario tra consapevolezza del problema e interventi concreti.
L’indagine DNV: 375 aziende tra consapevolezza e inazione
I dati dell’indagine evidenziano una situazione contraddittoria: oltre il 60% delle aziende riconosce che la perdita e lo spreco di cibo rappresentano un problema significativo, e l’85% dichiara di aver adottato qualche misura per ridurre gli sprechi. Tuttavia, solo il 24% delle imprese ha inserito il tema in cima alla propria agenda strategica, trattandolo come una vera priorità aziendale.
Solo il 24% considera lo spreco una priorità strategica
Meno della metà delle aziende intervistate (44%) ha implementato sistemi strutturati o processi consolidati per gestire il fenomeno dello spreco alimentare. In sintesi, molte iniziative anti-spreco restano sporadiche, poco integrate nei processi aziendali e prive di una strategia di lungo termine.
Un dato colpisce in particolare: meno di un’azienda su tre è a conoscenza dell’imminente introduzione dello standard ISO 20001, concepito proprio per guidare le organizzazioni nella riduzione di perdite e sprechi lungo l’intera catena di fornitura. Questo evidenzia quanto sia ancora poco diffusa l’informazione su strumenti gestionali specifici, lasciando ampio margine di miglioramento nell’approccio aziendale al problema.
ISO 20001: il nuovo standard globale contro lo spreco alimentare
ISO 20001 – Food loss and waste management system ISO 20001 sarà il primo standard ISO certificabile dedicato in modo specifico alla gestione delle perdite e degli sprechi alimentari. Attualmente in fase di sviluppo avanzato, il testo è entrato nello stadio di Draft International Standard (ISO/DIS 20001) nel luglio 2025. La pubblicazione finale dello standard è attualmente prevista per il 2027, secondo quanto indicato da Foundation for Food Safety Certification (FSSC).
Questo standard nasce con l’obiettivo di fornire alle aziende un framework certificabile per integrare la riduzione dello spreco alimentare nei propri sistemi di gestione. In altre parole, ISO 20001 definirà requisiti e pratiche affinché le organizzazioni possano misurare, controllare e ridurre sistematicamente gli scarti di cibo nelle operazioni quotidiane e lungo tutta la supply chain.
Pubblicazione prevista per il 2027
I tempi di sviluppo seguono un percorso strutturato: dopo la fase di Committee Draft 2 completata nel 2024, lo standard è entrato nella fase DIS a luglio 2025. Durante l’incontro del sottocomitato ISO/TC 34/SC 20 previsto per marzo 2026 a Toronto, proseguirà il lavoro sui commenti al DIS in vista della pubblicazione definitiva attesa per il 2027.
High Level Structure: integrazione con ISO 9001, 14001 e 22000
Dal punto di vista strutturale, la norma adotterà la cosiddetta High Level Structure (HLS) comune alla maggior parte degli standard ISO per i sistemi di gestione. Ciò significa che avrà una struttura compatibile e integrabile con standard già noti come ISO 9001 (qualità ), ISO 14001 (ambiente) o ISO 22000 (sicurezza alimentare).
Le imprese che hanno già implementato sistemi di gestione certificati troveranno familiare l’approccio di ISO 20001 e potranno integrarlo senza difficoltà , estendendo le proprie procedure anche all’area degli sprechi alimentari. Questa compatibilità riduce significativamente i costi e i tempi di implementazione per le organizzazioni già certificate.
Un approccio strutturato per ridurre sprechi e perdite
A differenza delle iniziative frammentarie, lo standard ISO 20001 offrirà un approccio sistematico e basato su dati oggettivi alla lotta contro lo spreco alimentare. In base alle anticipazioni tecniche disponibili, un sistema di gestione conforme a ISO 20001 aiuterà le aziende a strutturarsi per raggiungere obiettivi specifici:
Mappare e misurare in modo accurato le perdite e gli sprechi di cibo lungo tutta la catena del valore, individuandone le cause radice e i punti critici dove si generano gli scarti maggiori.
Stabilire obiettivi chiari e quantitativi di riduzione degli sprechi, allineati con la strategia aziendale e con gli impegni di sostenibilità dell’organizzazione.
Adottare best practice operative standardizzate per minimizzare gli sprechi in ogni fase del processo, dalla produzione alla logistica, fino alla vendita e distribuzione.
Monitorare i progressi tramite indicatori di performance specifici e rendicontare regolarmente i risultati ottenuti, garantendo trasparenza e responsabilità verso gli stakeholder.
Migliorare l’efficienza complessiva dei processi aziendali e ridurre i costi associati allo spreco e alla gestione dei rifiuti alimentari.
Contribuire agli obiettivi di sostenibilità più ampi, migliorando le performance ESG dell’azienda grazie a una riduzione misurabile dell’impatto ambientale degli sprechi.
Questo aiuto metodologico è cruciale perché, come evidenziato dall’indagine DNV, molte aziende faticano a tradurre la consapevolezza in azioni concrete e continuative. Adottare un framework internazionale condiviso darà alle imprese uno strumento per colmare quel gap, passando da iniziative isolate a un processo di miglioramento continuo nella gestione degli sprechi alimentari.
Vantaggi per le aziende (e per il pianeta)
Ridurre gli sprechi non è solo una questione etica o di conformità normativa futura, ma rappresenta anche un’opportunità di miglioramento aziendale a tutto tondo con benefici tangibili e misurabili.
Riduzione costi e efficienza operativa
Primo vantaggio: taglio dei costi diretti. Meno cibo buttato significa ottimizzare l’uso di materie prime e risorse, con risparmi immediati sui costi di produzione, stoccaggio e smaltimento dei rifiuti. L’analisi dei punti di spreco spesso fa emergere inefficienze nascoste nei processi, come sovrapproduzioni, stoccaggi impropri o gestione inadeguata delle scadenze. Una volta corretti, questi aspetti rendono la filiera più snella e produttiva.
Reputazione aziendale e performance ESG
Secondo beneficio: vantaggio competitivo e reputazionale. In un mercato e una società sempre più attenti alla sostenibilità , le aziende proattive nel ridurre gli sprechi migliorano significativamente la propria immagine e possono rispondere meglio alle aspettative di clienti, investitori e normative emergenti. Una volta pubblicato e adottato dagli organismi di certificazione, ISO 20001 potrà diventare un elemento distintivo per le aziende che dimostreranno un approccio strutturato alla riduzione degli sprechi.
Non ultimo, c’è un beneficio ambientale e sociale di enorme portata: meno sprechi significano meno emissioni di gas serra evitate e più cibo disponibile che può eventualmente essere reindirizzato a usi utili, come donazioni a enti caritativi, alimentazione animale o produzione di compost, anziché finire in discarica.
Come ha affermato Barbara Frencia, CEO Business Assurance di DNV: “Emerge una chiara motivazione di business per prendere decisioni incisive contro la perdita e lo spreco di cibo, in quanto questo consente di ridurre i costi oltre a contribuire a nutrire il pianeta. Un approccio strutturato, dati affidabili e standard basati su buone pratiche sono elementi fondamentali per permettere alle aziende di trasformare le intenzioni in un impatto misurabile“.
Non aspettare il 2027: agire subito per prepararsi
Lo standard ISO 20001 potrà fungere da catalizzatore per colmare il gap tra il dire e il fare. La sua introduzione nel 2027 darà alle aziende un riferimento comune e riconosciuto per affrontare il problema dello spreco alimentare in modo organico e misurabile.
La raccomandazione per le organizzazioni del settore alimentare è di non attendere passivamente l’uscita dello standard. Agire ora è fondamentale per farsi trovare preparati:
Mappare già da oggi dove avvengono le perdite e gli sprechi nei propri processi, raccogliendo dati oggettivi e misurabili.
Sensibilizzare il personale sull’importanza di ridurre gli scarti a tutti i livelli dell’organizzazione, creando una cultura aziendale orientata alla prevenzione dello spreco.
Impostare metriche e obiettivi interni di miglioramento, anche prima della certificazione ufficiale, per iniziare a raccogliere i benefici operativi ed economici.
Formarsi sugli standard di gestione esistenti e sui requisiti previsti per ISO 20001, preparando le competenze necessarie all’implementazione. Per acquisire le conoscenze sui principali standard ISO del settore alimentare e prepararsi all’integrazione di nuovi framework normativi come ISO 20001, i professionisti possono seguire percorsi formativi specializzati come il Master Certifood Sicurezza Alimentare, che copre i sistemi di gestione certificabili più rilevanti per il settore.
Chi muoverà per tempo questi passi non solo si farà trovare pronto alla certificazione ISO 20001, ma potrà già raccogliere i frutti di una gestione più attenta: meno sprechi, maggiore efficienza operativa e un contributo concreto agli obiettivi di sostenibilità globali.
In un’epoca in cui il cibo non può più essere considerato una risorsa infinita, ridurre lo spreco alimentare non è solo la cosa giusta da fare dal punto di vista etico, ma rappresenta anche una strategia vincente per il futuro delle imprese del settore alimentare.
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Domande frequenti su ISO 20001
Cos’è ISO 20001 e quando sarà pubblicato?
ISO 20001 è il primo standard internazionale di gestione dedicato alla riduzione delle perdite e degli sprechi alimentari lungo tutta la filiera. Il Draft International Standard (ISO/DIS 20001) è stato pubblicato nel 2025 ed è attualmente in fase di ballot da parte dei membri ISO. La pubblicazione finale dello standard è prevista per il 2027.
Perché così poche aziende conoscono ISO 20001?
Secondo l’indagine DNV ViewPoint, meno di un’azienda su tre è a conoscenza di ISO 20001. Lo standard è ancora in fase di sviluppo e la comunicazione sul tema è limitata. Molte aziende si concentrano su problematiche operative immediate, sottovalutando l’importanza di prepararsi per tempo all’arrivo di questo nuovo framework certificabile.
Come si integra ISO 20001 con altri standard di gestione?
ISO 20001 adotta la High Level Structure (HLS) comune a tutti gli standard ISO di sistemi di gestione. Questo significa che può essere integrato facilmente con ISO 9001 (qualità ), ISO 14001 (ambiente), ISO 22000 (sicurezza alimentare) e altri standard già implementati dalle aziende, riducendo costi e tempi di certificazione.
Quali sono i principali benefici di ISO 20001 per le aziende?
I benefici principali includono: riduzione dei costi operativi grazie all’ottimizzazione delle risorse, miglioramento dell’efficienza dei processi, vantaggio competitivo e reputazionale, migliori performance ESG, riduzione dell’impatto ambientale e capacità di rispondere alle crescenti aspettative di clienti e investitori in tema di sostenibilità .
Come prepararsi all’arrivo di ISO 20001?
Le aziende possono prepararsi mappando già oggi gli sprechi nei propri processi, sensibilizzando il personale, impostando obiettivi quantitativi di riduzione, raccogliendo dati misurabili e investendo nella formazione del team sui sistemi di gestione ISO. Chi inizia ora avrà un vantaggio competitivo significativo quando lo standard sarà pubblicato nel 2027.



