Il benessere animale non si dimostra con una dichiarazione, ma con processi, registrazioni e dati verificabili lungo tutta la filiera.
La proposta europea di revisione del regolamento sul trasporto degli animali va in questa direzione: più tracciabilità, più digitalizzazione e maggiori possibilità di verifica lungo il trasporto.
Un’affermazione non basta più
Dire che un requisito è rispettato e dimostrarlo sono due cose diverse. La crescente digitalizzazione dei controlli sta rendendo le evidenze sempre più strutturate, accessibili e verificabili. Anche il benessere animale durante il trasporto, tema che riguarda allevatori, trasportatori, macelli e responsabili qualità, sta seguendo questa traiettoria: da dichiarazione a evidenza documentata.
Non è un caso isolato. È lo stesso percorso che negli ultimi anni ha attraversato sicurezza alimentare, sostenibilità e tracciabilità di filiera: più dati disponibili, meno carta, controlli più mirati, responsabilità distribuite lungo tutta la catena.
Il contesto normativo: dal Reg. CE 1/2005 alla proposta di revisione
Il quadro attuale sul trasporto degli animali si basa sul Regolamento (CE) n. 1/2005, in vigore da oltre vent’anni. Il 7 dicembre 2023 la Commissione europea ha adottato la proposta COM(2023)770, che punta a sostituirlo con un regolamento aggiornato.
La revisione in corso punta a migliorare il benessere dei circa 1,6 miliardi di animali trasportati ogni anno dentro e fuori i confini dell’Unione europea, aggiornando regole ormai datate rispetto alle attuali conoscenze scientifiche e alle capacità tecnologiche di controllo. La proposta si appoggia a cinque pareri scientifici pubblicati dall’EFSA nel 2022, dedicati a bovini, suini, piccoli ruminanti, equidi e animali trasportati in container.
La direzione normativa va verso requisiti più stringenti per gli animali vulnerabili, come animali gravidi, galline a fine carriera e vitelli non svezzati, e verso un uso più esteso di sistemi di tracciamento in tempo reale collegati a una banca dati centrale europea. È importante inquadrare correttamente questo punto: al momento la proposta è ancora in esame presso Parlamento europeo e Consiglio, non è una norma in vigore. Non è quindi corretto parlare di obblighi già applicabili, ma di una direzione che il quadro normativo europeo sta prendendo.
Dalla dichiarazione all’evidenza
Il punto centrale della proposta, al di là dei singoli requisiti tecnici, è un cambio di approccio. Non basta più affermare che un viaggio si è svolto nel rispetto dei tempi e degli spazi previsti: diventa sempre più rilevante poterlo documentare con dati verificabili, tracciati e consultabili.
Questo passaggio non riguarda solo il trasporto animale. È lo stesso principio che guida da tempo gli audit di qualità e sicurezza alimentare: un sistema di gestione vale per quello che riesce a dimostrare, con registrazioni coerenti e riscontrabili in ogni fase del processo.
La digitalizzazione della conformità
La proposta prevede un ruolo crescente per il tracciamento in tempo reale collegato a una banca dati centrale europea, pensato per rendere i controlli ufficiali più mirati ed efficienti rispetto ai sistemi cartacei attuali. È un elemento coerente con quanto sta già accadendo in altre aree della filiera agroalimentare, dove registri digitali, sistemi di geolocalizzazione e raccolta strutturata dei dati sostituiscono progressivamente la documentazione cartacea.
Il valore di questi strumenti sta soprattutto nel modo in cui cambia la gestione operativa della filiera: dati raccolti in modo continuo, che possono consentire alle autorità competenti di indirizzare meglio i controlli e renderli più efficienti, e informazioni condivisibili tra allevatori, trasportatori, macelli ed enti di controllo. Secondo la relazione che accompagna la proposta della Commissione europea, oltre il 77% dei camion attualmente impiegati per il trasporto è già dotato di un sistema di tracciamento, quindi i costi di adeguamento ai nuovi standard sarebbero marginali per gli operatori. Lo stesso principio è già alla base di temi come la tracciabilità delle materie prime in altri ambiti normativi europei.
Implicazioni per le aziende di filiera
Per allevamenti, trasportatori e macelli, questa evoluzione comporta effetti che vanno oltre il singolo adempimento. Cambia il modo di gestire le registrazioni, cambia la responsabilità di chi deve garantire che i dati raccolti siano corretti e coerenti, cambia il ruolo di chi verifica.
Per i responsabili qualità significa presidiare sistemi di raccolta dati sempre più integrati, non solo procedure documentali. Per gli auditor e gli organismi di certificazione significa valutare la solidità e la tracciabilità del dato che dimostra il requisito, non solo la sua esistenza dichiarata. È una competenza che si aggiunge alla conoscenza normativa di base, trasversale a temi già affrontati nel sistema HACCP e nella sostenibilità sociale di filiera.
Implicazioni strategiche per la filiera agroalimentare
Il punto più rilevante riguarda la competitività delle filiere nel loro insieme. Sempre meno essa dipende dalla sola documentazione prodotta a posteriori, sempre più dalla capacità di generare informazioni affidabili, verificabili e condivisibili in tempo reale con clienti, certificatori e autorità di controllo.
Per le aziende, sviluppare questa capacità può significare trovarsi più preparate davanti ad audit, controlli e successive evoluzioni normative. Al contrario, sistemi ancora fortemente dipendenti da informazioni frammentate o difficilmente verificabili possono richiedere maggiori adattamenti, come già visto con le frodi alimentari.
Le competenze che servono oggi
Conoscere una norma non basta più. Serve capire come si traduce in processi operativi, in sistemi di controllo, in dati da raccogliere e in responsabilità da presidiare lungo tutta la filiera. È una competenza che unisce lettura normativa, gestione operativa e capacità di lavorare con sistemi di tracciabilità e audit, ed è proprio l’ambito su cui lavora il Master Certifood Sicurezza Alimentare, pensato per chi opera o vuole operare in ruoli di qualità, sicurezza alimentare e audit di filiera.
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Domande frequenti
Cosa prevede il Regolamento CE 1/2005 sul trasporto degli animali?
Stabilisce le regole attuali per la protezione degli animali durante il trasporto nell’Unione europea, in vigore da oltre vent’anni. La Commissione europea ha proposto di sostituirlo con un nuovo regolamento più aggiornato.
Cosa prevede la proposta europea sul benessere animale in fase di revisione?
La proposta COM(2023)770 punta ad aggiornare le regole sul trasporto degli animali, con maggiore attenzione a tracciabilità, requisiti per animali vulnerabili e sistemi di tracciamento in tempo reale. È ancora in esame da parte di Parlamento europeo e Consiglio, non è quindi una norma già in vigore.
Come si dimostra il benessere animale lungo la filiera?
Non basta dichiararlo: serve documentarlo con registrazioni, dati tracciabili e controlli verificabili in ogni fase, dal trasporto alla macellazione.
Che ruolo ha la digitalizzazione nei controlli di filiera agroalimentare?
Permette di sostituire progressivamente i registri cartacei con dati raccolti in modo continuo, rendendo i controlli più mirati e le informazioni condivisibili tra tutti gli attori della filiera.
Quali competenze servono per gestire questi cambiamenti in azienda?
Servono professionisti capaci di collegare normativa, gestione operativa e sistemi di tracciabilità e controllo, non solo conoscenza teorica delle regole.



