Dal biologico al rigenerativo: la certificazione RGN e la nuova frontiera delle filiere agroalimentari

La certificazione RGN è uno standard internazionale che verifica e attesta l'impegno delle aziende agricole nel promuovere pratiche rigenerative basate su risultati misurabili. Sviluppato da FoodChain ID, questo protocollo rappresenta un'evoluzione rispetto al biologico: non si limita a ridurre l'impatto ambientale ma mira a rigenerare attivamente il suolo, la biodiversità e l'intero ecosistema agricolo.

Certificazione RGN e agricoltura rigenerativa

⚡ Quick answer

Certificazione RGN: dall’agricoltura biologica a quella rigenerativa

La certificazione RGN (Regenerative Agriculture Standard) è uno standard internazionale che verifica l’impegno delle aziende agricole nel promuovere pratiche rigenerative basate su risultati misurabili. A differenza del biologico che punta a ridurre l’impatto, il rigenerativo mira a migliorare attivamente il suolo, la biodiversità e il sequestro di carbonio.

🔍 Le 3 differenze chiave tra biologico e rigenerativo
  • Obiettivo: il biologico riduce l’impatto (no chimica di sintesi), il rigenerativo genera impatto positivo misurabile
  • Valutazione: il biologico controlla pratiche, il rigenerativo misura risultati (salute del suolo, carbonio sequestrato, biodiversità)
  • Approccio: il biologico è normato (Reg. UE 2018/848), il rigenerativo è volontario e più flessibile

💡 Caso italiano: il biscotto Buongrano di Mulino Bianco è il primo prodotto certificato RGN in Italia (ottobre 2025), realizzato con farina di grano tenero 100% rigenerativa. Mulino Bianco punta a estendere la certificazione a tutta la produzione entro il 2030.

Il 13 ottobre 2025 è stato annunciato il primo prodotto certificato RGN in Italia: il biscotto Buongrano di Mulino Bianco, realizzato con farina di grano tenero 100% rigenerativa. Un caso che segna l’ingresso ufficiale di questo standard nel mercato italiano e apre nuove prospettive per l’intero settore agroalimentare.

Che cos’è la certificazione RGN

Lo standard RGN (Regenerative Agriculture Standard) è un protocollo volontario che valuta l’impegno concreto delle filiere agroalimentari nella rigenerazione degli ecosistemi. A differenza di altri schemi di sostenibilità, la certificazione RGN si concentra su risultati misurabili piuttosto che su semplici pratiche dichiarate.

I principi dello standard rigenerativo

L’agricoltura rigenerativa si basa su alcuni pilastri fondamentali che vanno oltre la semplice conservazione:

  • Rigenerazione del suolo: miglioramento attivo della salute e della fertilità attraverso pratiche come la rotazione delle colture e il minimo disturbo del terreno
  • Sequestro di carbonio: capacità del suolo di catturare CO2 dall’atmosfera, contribuendo alla lotta ai cambiamenti climatici
  • Tutela della biodiversità: protezione e incremento delle specie vegetali e animali presenti nell’ecosistema agricolo
  • Resilienza climatica: maggiore capacità delle aziende agricole di adattarsi a eventi meteorologici estremi.

Questi principi trovano riscontro anche nelle ricerche condotte da istituzioni come il Rodale Institute, pioniere negli studi sull’agricoltura rigenerativa.

Chi rilascia la certificazione in Italia

In Italia, la certificazione RGN è gestita da Bioagricert in collaborazione con FoodChain ID. Bioagricert è un organismo di certificazione accreditato Accredia per diversi schemi di certificazione nel settore agroalimentare.

Lo standard si basa sui principi della norma ISO 17065, che garantisce l’indipendenza e l’imparzialità del processo di verifica da parte di organismi terzi. Pur non essendo ancora uno schema accreditato Accredia, l’RGN è riconosciuto a livello internazionale e si inserisce nel quadro delle certificazioni volontarie di prodotto.

Differenze tra agricoltura biologica e rigenerativa

Spesso si tende a confondere biologico e rigenerativo, ma si tratta di due approcci distinti con obiettivi differenti.

Il biologico: ridurre l’impatto

L’agricoltura biologica, regolamentata a livello europeo dal Regolamento UE 2018/848, si concentra principalmente sull’eliminazione di sostanze chimiche di sintesi (pesticidi, fertilizzanti) e sul rispetto del benessere animale. L’obiettivo è ridurre l’impatto negativo sull’ambiente.

Il biologico prevede controlli sul rispetto di pratiche definite, ma non misura necessariamente il miglioramento effettivo dello stato del suolo o della biodiversità nel tempo.

Il rigenerativo: migliorare attivamente

L’agricoltura rigenerativa va oltre: non basta evitare i danni, bisogna generare un impatto positivo. La certificazione RGN verifica che le pratiche adottate portino a un miglioramento misurabile di indicatori specifici come la sostanza organica nel suolo, la capacità di ritenzione idrica e la presenza di microrganismi benefici.

Un’azienda può essere certificata biologica senza essere rigenerativa, mentre un’azienda rigenerativa può adottare principi del biologico integrandoli con pratiche più avanzate di rigenerazione degli ecosistemi.

Certificazione RNG Italia

Il caso Buongrano: prima certificazione RGN in Italia

Il biscotto Buongrano di Mulino Bianco rappresenta un caso pilota per il mercato italiano. Si tratta del primo prodotto da forno certificato secondo lo standard RGN da un ente terzo indipendente.

La filiera del grano tenero rigenerativo

La certificazione riguarda l’intera filiera: dalle aziende agricole che coltivano il grano tenero fino al prodotto finito sullo scaffale. Il marchio RGN, visibile sulla confezione, garantisce al consumatore che le farine utilizzate provengono da terreni gestiti secondo pratiche rigenerative verificate.

Questo progetto si inserisce nell’evoluzione della storica Carta del Mulino, il disciplinare di Mulino Bianco che dal 2016 promuove pratiche agricole sostenibili in collaborazione con oltre 1.500 agricoltori italiani.

Obiettivi 2030 di Mulino Bianco

Barilla Group, proprietario del marchio Mulino Bianco, ha dichiarato l’intenzione di estendere la certificazione rigenerativa a tutta la produzione entro il 2030. Un obiettivo ambizioso che richiederà il coinvolgimento progressivo di tutta la filiera del grano e l’adozione di nuovi sistemi di monitoraggio e tracciabilità.

Impatto professionale: nuove competenze per il settore agroalimentare

L’introduzione della certificazione RGN e di altri standard rigenerativi modifica profondamente le competenze richieste ai professionisti del settore agroalimentare.

Non bastano più le conoscenze tradizionali su HACCP e certificazioni di sicurezza alimentare. Oggi servono figure in grado di:

  • Valutare indicatori di sostenibilità: auditor e quality manager capaci di misurare la salute del suolo, il sequestro di carbonio e la biodiversità
  • Gestire il reporting ESG: professionisti che sanno tradurre le performance ambientali in dati comunicabili a investitori e stakeholder
  • Integrare standard multipli: esperti che conoscono IFS, BRC, ISO e ora anche gli standard rigenerativi, coordinando diversi schemi di certificazione
  • Utilizzare strumenti digitali: competenze su blockchain, tracciabilità digitale e piattaforme di monitoraggio ambientale.

Queste competenze sono al centro dei percorsi formativi come il Master Certifood – Certificazioni Agroalimentari di Next Talent Academy, pensato per chi vuole costruire una carriera qualificata nell’ambito della qualità, sicurezza e sostenibilità delle filiere alimentari.

Verso un futuro rigenerativo

La certificazione RGN rappresenta un cambiamento di paradigma nel settore agroalimentare italiano. Non si tratta più solo di “fare meno danni” ma di generare valore ambientale misurabile.

Il caso Buongrano dimostra che questo approccio è già applicabile su scala industriale e che i consumatori possono avere accesso a garanzie verificate da organismi terzi indipendenti.
Per i professionisti del settore, questo significa aggiornarsi costantemente su nuovi standard, competenze e strumenti di valutazione. La qualità rigenerativa non è un trend passeggero ma una direzione strutturale che coinvolgerà sempre più aziende nei prossimi anni.

Next Talent Academy accompagna questa evoluzione attraverso percorsi formativi specializzati che preparano figure professionali capaci di gestire la complessità delle filiere agroalimentari moderne, integrando sicurezza, qualità e sostenibilità rigenerativa.

 

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FAQ – Domande frequenti sulla certificazione RGN

La certificazione RGN è obbligatoria in Italia?

No, la certificazione RGN è uno schema volontario. Le aziende possono scegliere di aderirvi per distinguersi sul mercato e comunicare il proprio impegno nella rigenerazione ambientale. Non esiste attualmente un obbligo normativo a livello nazionale o europeo.

Quanto costa ottenere la certificazione RGN?

I costi variano in base alle dimensioni dell’azienda, all’estensione dei terreni agricoli coinvolti e alla complessità della filiera. Generalmente includono le spese per l’audit iniziale, le analisi del suolo, il monitoraggio periodico e il mantenimento della certificazione. È consigliabile richiedere un preventivo personalizzato a Bioagricert o FoodChain ID.

Quali sono i vantaggi per le aziende agricole?

I principali vantaggi includono: accesso a filiere premium con migliori condizioni economiche, differenziazione sul mercato, miglioramento della fertilità del suolo nel lungo periodo, maggiore resilienza ai cambiamenti climatici e possibilità di accedere a incentivi legati alla sostenibilità ambientale.

La certificazione RGN sostituisce quella biologica?

No, non la sostituisce. Si tratta di due schemi complementari con obiettivi diversi. Un’azienda può avere entrambe le certificazioni, oppure solo una delle due. Il biologico si concentra sull’assenza di chimica di sintesi, il rigenerativo sul miglioramento attivo degli ecosistemi.

Come si riconosce un prodotto certificato RGN?

I prodotti certificati riportano il marchio RGN sulla confezione, accompagnato generalmente dal logo dell’ente certificatore (come Bioagricert). Nel caso di Buongrano, il marchio è presente sulla parte frontale della confezione insieme alle altre informazioni sul prodotto.

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