ISO 20001:2026 è la norma pubblicata a fine settembre 2026 che definisce i requisiti di un sistema di gestione per prevenire e ridurre food loss e food waste lungo la filiera alimentare.
È volontaria, si applica a organizzazioni di qualsiasi dimensione e chiede di quantificare, monitorare, documentare e migliorare. Non sostituisce ISO 22000, che ha una finalità diversa.
Pubblicazione e ambito della norma
Alla fine di settembre 2026 è stata pubblicata ISO 20001:2026, sviluppata dal comitato ISO/TC 34/SC 20 dedicato al food loss and waste (catalogo del comitato). È la prima norma di sistema di gestione dedicata specificamente a questo tema (Food and Drink Technology).
Lo scope prevede che un’organizzazione della filiera possa pianificare, attuare, mantenere, riesaminare e migliorare un sistema di gestione per minimizzare le perdite e gli sprechi nelle proprie attività e nella propria catena di fornitura.
Dallo spreco alimentare al sistema di gestione
Molte aziende hanno già iniziative contro lo spreco: una donazione delle eccedenze, un progetto sul packaging, un intervento in un singolo reparto. Spesso restano episodi, senza obiettivi comuni né dati confrontabili nel tempo.
ISO 20001 sposta il tema su un piano diverso. Il food loss and waste diventa un processo con obiettivi, responsabilità, controlli e verifica dei risultati. Secondo Food and Drink Technology, la norma richiede di identificare gli hotspot di spreco, pianificare e documentare i controlli e dimostrare il miglioramento continuo. Il sistema va pianificato, attuato, riesaminato e migliorato nel tempo.
L’impostazione è quella già nota delle norme ISO di sistema di gestione: approccio per processi, ciclo Plan-Do-Check-Act e risk-based thinking, per fissare obiettivi e risorse, attuare le azioni, valutare i risultati e migliorare le prestazioni (FSSC).
A chi si applica ISO 20001
I requisiti sono generici e applicabili a tutte le organizzazioni della filiera alimentare, indipendentemente da dimensione o complessità (ISO).
Nel perimetro rientra l’intera catena: produzione primaria, industria alimentare e degli ingredienti, logistica e stoccaggio, distribuzione e retail, food service e ristorazione collettiva, fino alla gestione delle eccedenze e dei rifiuti alimentari. Ogni anello ha perdite proprie da individuare e misurare.
Misurare food loss and waste
Cosa prevede la norma
Il punto centrale è la misurazione. ISO 20001 permette di predisporre le modalità per quantificare, misurare, monitorare, documentare e riportare eccedenze alimentari e food loss and waste, di valutare e collaborare con le parti interessate e di dimostrare il miglioramento continuo (ISO).
Senza dati non c’è modo di capire dove si generano le perdite, quali cause le producono e se le azioni adottate funzionano. Per questo il sistema collega quantificazione, individuazione degli hotspot, monitoraggio e verifica dell’efficacia.
Esempi operativi (non requisiti della norma)
I punti seguenti sono esempi di aree dove un’azienda può cercare le perdite. Sono indicazioni di lavoro e non vanno confusi con il testo della norma:
- sovrapproduzione ed errori previsionali;
- scarti di processo e non conformità;
- resi e deterioramento del prodotto;
- gestione della shelf life, dello stoccaggio e della logistica.
Certificazione, autovalutazione e ISO 20020
ISO 20001:2026 prevede espressamente la possibilità per un’organizzazione di richiedere la certificazione o registrazione del proprio sistema di gestione FLW da parte di un soggetto esterno, oppure di effettuare un’autovalutazione o un’autodichiarazione di conformità. Il quadro tecnico specifico per gli organismi che svolgono audit e certificazione è tuttavia ancora in sviluppo: ISO/DIS 20020 è attualmente allo Stage 40.20 (ISO).
ISO 20001 e ISO 22000
Le due norme hanno finalità diverse. ISO 22000 riguarda la sicurezza alimentare: analisi dei pericoli e protezione del consumatore. ISO 20001 riguarda la prevenzione e la riduzione di perdite e sprechi. Nessuna delle due sostituisce l’altra, e non sostituisce nemmeno uno schema come FSSC 22000.
La norma si integra con i sistemi esistenti, ISO 22000:2018 compresa, senza richiederne di separati (Food and Drink Technology). FSSC, che ha partecipato allo sviluppo di ISO 20001, ha inoltre introdotto requisiti di riduzione di food loss and waste nello schema FSSC 22000 (FSSC). Chi ha un sistema di sicurezza alimentare già operativo ha quindi una base su cui innestare la gestione degli sprechi.
Il quadro UE al 2030
ISO 20001 è volontaria. Gli obblighi di riduzione arrivano invece dalla normativa europea: la revisione 2025 della direttiva quadro sui rifiuti ha introdotto target vincolanti per gli Stati membri entro il 2030, pari al 10% di riduzione nella trasformazione e produzione e al 30% pro capite in vendita al dettaglio e consumo, rispetto alla media annua 2021-2023 (Commissione europea).
I target si rivolgono agli Stati membri. Per le imprese la norma ISO resta uno strumento volontario per organizzare dati e azioni.
La famiglia ISO sul food loss and waste
ISO 20001 è il documento principale di un insieme in costruzione. ISO/AWI TS 20008 è in sviluppo con l’obiettivo di definire metodologie per quantificazione, misurazione, monitoraggio e reporting di eccedenze e food loss and waste, per analizzare quantità e hotspot, individuare le cause e valutare i progressi (ISO). ISO 20020 definisce i requisiti per audit e certificazione. Entrambe sono in sviluppo.
Le competenze per governare il sistema
Un sistema misurabile richiede persone capaci di leggere i dati e di collegarli ai processi. Il lavoro coinvolge più funzioni: Quality Manager e Food Safety Manager, responsabili della sostenibilità, della produzione, della supply chain e del packaging, oltre ad auditor e consulenti chiamati a integrare il sistema con quelli esistenti e a verificarne l’efficacia.
Servono competenze sui sistemi di gestione e sugli schemi di certificazione agroalimentare, dall’audit interno ed esterno alle norme come ISO 22000 e FSSC 22000. Il Master Certifood copre questi ambiti ed è un percorso utile per chi deve gestire sistemi qualità e sicurezza alimentare in azienda.
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FAQ sulla ISO 20001:2026
La ISO 20001:2026 è già pubblicata?
Sì. È stata pubblicata a fine settembre 2026 ed è la prima norma di sistema di gestione dedicata a food loss and waste.
La ISO 20001 è obbligatoria?
No. È una norma volontaria. I target di riduzione al 2030 derivano dalla normativa europea e riguardano gli Stati membri.
La ISO 20001 si può certificare?
Sì. ISO 20001:2026 contempla la certificazione o registrazione da parte di un soggetto esterno. ISO/DIS 20020, dedicata ai requisiti per gli organismi che svolgono audit e certificazione, è ancora in sviluppo.
A quali aziende si applica la ISO 20001?
A organizzazioni di qualsiasi dimensione e complessità lungo la filiera alimentare, dalla produzione primaria al food service.
La ISO 20001 sostituisce ISO 22000 o FSSC 22000?
No. Hanno finalità diverse e possono integrarsi: ISO 22000 e FSSC 22000 riguardano la sicurezza alimentare, ISO 20001 la gestione di perdite e sprechi.
Come si misurano food loss e food waste?
Quantificando le perdite per fase, individuando hotspot e cause, monitorando i dati nel tempo e verificando l’efficacia delle azioni. La norma ISO/AWI TS 20008, in sviluppo, nasce per definire metodi di misurazione e reporting.



