Nei dati di Foundation FSSC sugli audit V6 la non conformità più frequente riguarda la physical contamination, seguita dalla manutenzione preventiva e correttiva.
La frequenza di un rilievo non coincide con la sua gravità: le critical sono meno frequenti e si legano ad aree come leadership, tracciabilità e monitoraggio di CCP e OPRP.
Da dove arrivano i dati e che cosa misurano
La Foundation FSSC, il 1° ottobre 2026, ha pubblicato un’analisi delle non conformità registrate nella propria Assurance Platform tra aprile 2024 e maggio 2026. Il perimetro sono gli audit FSSC 22000 Version 6, a prescindere dal grado di gravità assegnato ai rilievi.
Questi numeri non descrivono la V7. La nuova versione è uscita il 1° maggio 2026 e la transizione è aperta (dettagli in fondo). Foundation osserva che molti rilievi frequenti riguardano controlli operativi di routine: un sistema regge se le procedure vengono applicate, monitorate e verificate nel tempo, oltre che documentate.
Contaminazione fisica e manutenzione: due posizioni, un unico problema
Al primo posto c’è la physical contamination (ISO/TS 22002-1:2009, cl. 10.4), al secondo la preventive and corrective maintenance (cl. 8.6). Tra gli esempi citati da Foundation compaiono tendine a strisce in plastica danneggiate, bulloni e rondelle allentati, nastri trasportatori in plastica rotti, vernice che si sfalda, silicone deteriorato sulle attrezzature.
Sul fronte manutenzione i rilievi parlano di registri mancanti o non aggiornati, difetti non risolti, scarsa evidenza sull’idoneità alimentare dei lubrificanti e modifiche a impianti collegati ai CCP non validate.
Il controllo dei corpi estranei passa dalla manutenzione ordinaria e dalla capacità di intercettare il deterioramento in tempo. Anche le temporary repairs contano: possono introdurre o aumentare rischi.
Tracciabilità e controllo dei processi
La traceability (ISO 22000:2018, cl. 8.3) compare tra i rilievi più frequenti e, come vedremo, anche tra le aree associate a critical e major. Foundation segnala esercizi pianificati non completati secondo procedura, test che non considerano tutti gli input e i prodotti, materiali travasati non tracciabili durante l’uso e registri non recuperabili con rapidità durante l’audit.
La tracciabilità copre materie prime, packaging, semilavorati, rework e prodotto finito, e a essa si appoggiano la gestione dell’incidente, il withdrawal e il recall. Lo stesso vale per i controlli di processo: il quality control (requisito 2.5.9 dei requisiti aggiuntivi) mostra rilievi su parametri non definiti, procedure di avvio linea e cambio formato mancanti, procedure obsolete e risultati non riesaminati dalla direzione.
Environmental monitoring, allergeni, cleaning e PRP
Quattro aree dei top 15 riguardano il controllo igienico: environmental monitoring, management of allergens, cleaning and sanitizing programmes e verifica dei PRP. I rilievi seguono uno schema comune: la procedura esiste, ma applicazione e verifica dell’efficacia non la seguono.
- Environmental monitoring (requisito 2.5.7): programma non rivisto almeno ogni anno, trend analysis assente o carente, poche evidenze documentate di riesame.
- Allergeni (requisito 2.5.6): allergen risk assessment assenti o incompleti, fonti di cross-contact non considerate, verifica dell’efficacia della pulizia inadeguata.
- Cleaning and sanitizing (ISO/TS 22002-1:2009, cl. 11): il piano scritto non basta, servono validazione dove applicabile e verifica continua, anche su concentrazioni dei sanificanti e parametri CIP.
- Verifica di PRP e piano di controllo dei pericoli (ISO 22000:2018, cl. 8.8): attività pianificate non completate e risultati non analizzati né portati al riesame.
Audit interno, documentazione e corrective action
Un sistema tecnicamente corretto può mostrare debolezze quando audit interni e documentazione non reggono alla prova dei fatti. Sull’internal audit (ISO 22000:2018, cl. 9.2) Foundation cita audit non completati come pianificato, copertura incompleta delle aree produttive e tecniche, depositi esterni omessi e scarsa evidenza che i requisiti aggiuntivi FSSC fossero stati verificati.
Per la documented information (cl. 7.5) emergono documenti obsoleti ancora in uso, registri incompleti o non recuperabili e incoerenze tra quanto scritto e quanto si fa. Sulle cause di fondo Foundation ricorda che le correzioni possono risolvere il problema immediato mentre le azioni correttive non toccano la root cause. Le minor ripetute vanno lette come segnali anticipatori di debolezze più ampie.
Competenza e food safety and quality culture
Sulla competence (ISO 22000:2018, cl. 7.2) Foundation precisa che la formazione frequentata non dimostra automaticamente la competenza. Tra gli spunti di Foundation: requisiti di competenza definiti per i ruoli che incidono sulla sicurezza alimentare, efficacia della formazione valutata, gap affrontati. I rilievi riguardano proprio requisiti non definiti, registri incompleti ed efficacia non valutata.
Per la food safety and quality culture (requisito 2.5.8) i rilievi citano obiettivi e piani mal definiti, attività senza target misurabili o scadenze, valutazione della cultura carente, piano non considerato nel riesame di direzione e comportamenti osservati (igiene, DPI, housekeeping) incoerenti con la cultura dichiarata.
Critical, major e minor: frequente non significa grave
Foundation affianca ai top 15 le aree più associate a ciascun grado. Le critical sono meno frequenti, ma indicano dove servono supervisione della direzione e verifica tempestiva.
- Critical: tra i requisiti maggiormente associati compaiono leadership e commitment, tracciabilità, monitoraggio di CCP e OPRP, etichettatura del prodotto, pest control e sistema di gestione per la sicurezza alimentare.
- Major: 15 requisiti più associati, tra cui internal audit, tracciabilità, corrective action, monitoraggio di CCP e OPRP, allergeni, environmental monitoring, quality control e verifica.
- Minor: 15 requisiti più associati. Non incidono sulla capacità del sistema di raggiungere i risultati attesi, ma indicano requisiti non pienamente soddisfatti.
Checklist prima di un audit
Spunti pratici, non requisiti dello schema:
- verificare lo stato di strutture e attrezzature;
- chiudere le manutenzioni aperte e controllare le temporary repairs;
- simulare un test di tracciabilità su tutti gli input;
- riesaminare CCP, OPRP e relative registrazioni;
- rivedere environmental monitoring e trend;
- controllare allergeni e cleaning validation e verification;
- confrontare la copertura degli audit interni con l’intero perimetro;
- valutare le competenze oltre agli attestati di formazione;
- analizzare le non conformità ricorrenti e le root cause;
- usare minor e near miss come indicatori preventivi.
Dai dati V6 alla transizione verso la V7
La V7 è stata pubblicata il 1° maggio 2026. Secondo il Version 7 Upgrade Process, gli audit V6 restano consentiti fino al 30 aprile 2027, mentre gli upgrade audit V7 si svolgono dal 1° maggio 2027 al 30 aprile 2028. L’analisi V6 resta attuale e offre spunti per il passaggio, ma le sue statistiche non vanno attribuite alla V7. Per il quadro dello schema nuovo, leggi il nostro approfondimento su FSSC 22000 Versione 7; per orientarti tra gli standard c’è la guida a ISO 22000, FSSC 22000, BRCGS e IFS.
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FAQ
Quali sono le non conformità più frequenti negli audit FSSC 22000?
Nei dati Foundation su audit V6 (aprile 2024-maggio 2026) le prime tre aree sono physical contamination, preventive and corrective maintenance e quality control, seguite da traceability system e internal audit.
Una non conformità frequente è anche una non conformità grave?
No. La frequenza è un criterio, il grado di gravità un altro. Le major incidono sulla capacità del sistema di raggiungere i risultati attesi, le minor no, e le critical sono meno frequenti ma legate ad aree come tracciabilità e monitoraggio di CCP e OPRP.
I dati sulle non conformità valgono anche per la Version 7?
No, riguardano audit V6. Gli audit V6 sono consentiti fino al 30 aprile 2027 e gli upgrade audit V7 si svolgono dal 1° maggio 2027 al 30 aprile 2028.
Che valore hanno le minor ripetute in un audit FSSC 22000?
Per Foundation sono segnali anticipatori: possono indicare un’applicazione inefficace o debolezze che vanno oltre il singolo rilievo, e una root cause analysis aiuta a distinguere un caso isolato da un limite del sistema.



