IFS Wholesale and Cash & Carry versione 3: cosa cambia davvero per grossisti e C&C

La versione 3 di IFS Wholesale & Cash & Carry introduce moduli semplificati, requisiti aggiornati, audit non annunciati e una timeline di transizione da rispettare. Una guida chiara per capire cosa cambia, quando prepararsi e come adeguare processi, documentazione e controlli interni.

Novità versione 3 IFS Food Wholesale e Cash & Carry

⚡ Quick answer

Cosa cambia con IFS Wholesale & Cash & Carry versione 3

La versione 3 dello standard, pubblicata il 27 novembre 2024, semplifica radicalmente la certificazione riducendo i moduli operativi da quattro a due (Classic e Plus) e allineando la struttura a IFS Food v8. Diventerà obbligatoria dal 1 novembre 2025.

🔍 Le 4 novità principali
  • Moduli Classic vs Plus: il “Classic” si applica alla sola distribuzione/stoccaggio, il “Plus” è obbligatorio per chi svolge lavorazioni (es. confezionamento, congelamento).
  • Checklist snella: rimozione delle ridondanze e riduzione dei requisiti totali per facilitare gli audit combinati.
  • Status IFS Star: introduzione degli audit non annunciati su base volontaria per dimostrare una conformità superiore.
  • Timeline rigida: periodo di transizione di 12 mesi; audit v2 validi solo fino al 31 ottobre 2025.

💡 Insight: Attenzione all’Allegato 4: se l’azienda effettua “block freezing” (-18°C), cernita o etichettatura, scatta automaticamente il Modulo Plus. Questo non richiede solo documenti extra, ma spesso investimenti strutturali e controlli di temperatura più severi.

Cos’è IFS Wholesale & Cash & Carry e perché la versione 3 rivoluziona il settore

Lo standard IFS Wholesale & Cash & Carry valuta la sicurezza e la qualità di prodotti e processi nelle aziende di distribuzione all’ingrosso, nei cash & carry e nelle imprese di confezionamento di prodotti freschi. Il 27 novembre 2024, IFS Management GmbH ha pubblicato la versione 3 dello standard, segnando un punto di svolta dopo otto anni dalla precedente revisione.

Questa certificazione rappresenta l’anello cruciale tra produttori primari, trasformatori e settore della ristorazione collettiva. Con 805 siti certificati nel 2023, lo standard garantisce trasparenza, tracciabilità e conformità alle crescenti richieste del mercato europeo della distribuzione organizzata.

La versione 3 introduce cambiamenti sostanziali che semplificano l’approccio alla certificazione mantenendo elevati standard di sicurezza alimentare. Come dichiarato da Stephan Tromp, Managing Director di IFS: “Abbiamo consultato l’industria, i retailer e gli organismi di certificazione per sviluppare uno standard su misura per le esigenze specifiche di questo settore”.

Timeline ufficiale IFS v3: le date da segnare in agenda

Date chiave per la transizione alla versione 3

📅 Timeline di transizione obbligatoria:

  • 27 novembre 2024 → Pubblicazione ufficiale versione 3
  • 1 maggio 2025 → Inizio periodo audit volontari con v3
  • 31 ottobre 2025 → Ultimo giorno per audit con versione 2
  • 1 novembre 2025 → Versione 3 diventa obbligatoria per tutti

Le aziende hanno quindi una finestra di 12 mesi per prepararsi alla transizione completa. Gli audit con la versione 2 rimangono validi fino al 31 ottobre 2025, permettendo alle organizzazioni di pianificare strategicamente il passaggio in base al proprio ciclo di certificazione.

Le novità principali della versione 3 che cambiano le regole del gioco

Semplificazione moduli: da 4 a 2 (Classic e Plus)

La riduzione da quattro a due moduli rappresenta la semplificazione più significativa. I moduli Classic e Plus sostituiscono la precedente distinzione tra grossisti e cash & carry, eliminando duplicazioni e sovrapposizioni. Il modulo Classic si applica a chi svolge esclusivamente attività di distribuzione e stoccaggio, mentre il modulo Plus è previsto quando l’azienda esegue attività di confezionamento/riconfezionamento, congelamento, trattamenti, etichettatura o altre operazioni che rientrano nella definizione di “trattamento/lavorazione” prevista dallo standard.

L’Allegato 4 definisce con precisione quando applicare il modulo Plus: attività come block freezing a –18°C, processi di raffreddamento rapido, lavaggio e cernita, taglio, miscelazione, confezionamento/riconfezionamento ed etichettatura, oltre ad altre lavorazioni specifiche.

Check-list più snella e allineamento agli standard IFS Food

La nuova check-list presenta meno requisiti totali rispetto alla versione 2, con l’eliminazione delle ridondanze. L’allineamento con IFS Food v8 e IFS Logistics v3 garantisce uniformità di terminologia e struttura, facilitando gli audit combinati per aziende con certificazioni multiple.

La versione 3 mantiene il sistema di scoring basato su A, B, C, D, Major e KO, già presente nella versione precedente. I requisiti KO rimangono 8, invariati rispetto alla versione precedente, includendo aspetti critici come il sistema di gestione della sicurezza alimentare, la tracciabilità e le procedure di richiamo prodotto. Lo standard riporta nel dettaglio le condizioni che determinano l’assegnazione di ciascuna valutazione

Audit non annunciati e profilo IFS Star

L’introduzione degli audit non annunciati volontari rappresenta un’opportunità strategica per le aziende. Chi supera un audit non annunciato ottiene lo status “IFS Star”, visibile nel database IFS e sul certificato, dimostrando un livello superiore di conformità quotidiana e trasparenza.

La finestra temporale per gli audit non annunciati si estende da 16 settimane prima a 2 settimane dopo la audit due date prevista nel ciclo di certificazione. Questa modalità, già obbligatoria ogni tre anni per altri standard GFSI come IFS Food, diventa ora disponibile anche per Wholesale & Cash & Carry su base volontaria.

Requisiti Plus: quando scattano e cosa comportano

I requisiti Plus si applicano automaticamente quando l’azienda svolge attività di lavorazione definite nell’Allegato 4. Queste includono:

  • Confezionamento e riconfezionamento di prodotti sfusi
  • Congelamento rapido (quick freezing) e processi di scongelamento controllato
  • Lavaggio, cernita e taglio di prodotti ortofrutticoli freschi
  • Trattamenti fisici o fisico-chimici previsti dall’Allegato 4 (es. maturazione, salamoia, processi assimilabili)

Le aziende soggette ai requisiti Plus devono implementare controlli più severi su igiene del personale, gestione delle temperature, controllo allergeni e layout degli impianti. Questo comporta investimenti in formazione specifica, sistemi di monitoraggio avanzati e possibili adeguamenti strutturali.

Come prepararsi alla certificazione IFS v3: check-list operativa in 7 step

  1. Gap analysis v2 vs v3: Confronto dettagliato tra i requisiti attuali e quelli nuovi, identificando le aree che necessitano aggiornamento
  2. Aggiornamento documentazione: Revisione di procedure, politiche aziendali e registri per allinearli alla nuova struttura
  3. Adeguamenti strutturali: Valutazione e implementazione di modifiche a layout, attrezzature e sistemi di controllo temperatura se richiesti dal modulo Plus
  4. Formazione del personale: Sessioni specifiche sulla v3, con focus su food safety culture, nuovi requisiti di tracciabilità e sistema di scoring modificato
  5. Audit interno simulato: Verifica completa secondo la nuova checklist v3, con particolare attenzione ai requisiti KO e alle deviazioni B
  6. Pianificazione con ente certificatore: Coordinamento tempistiche di transizione considerando la finestra maggio-ottobre 2025
  7. Monitoraggio aggiornamenti IFS: Consultazione regolare di Doctrine documents e linee guida pubblicate sul portale IFS

Impatti sulla gestione aziendale: food safety culture e tracciabilità

Leadership e cultura della sicurezza alimentare

La versione 3 rafforza l’enfasi sulla food safety culture, richiedendo che la politica aziendale integri esplicitamente elementi di cultura della sicurezza alimentare e sostenibilità. Il management deve dimostrare commitment visibile attraverso riesami periodici del sistema (massimo 15 mesi tra un riesame e l’altro) e comunicazione efficace a tutti i livelli organizzativi.

Sistema documentale e tracciabilità rafforzata

Le prove di richiamo/ritiro devono coprire l’intero processo e sono richieste almeno una volta ogni 12 mesi (con esecuzione entro 15 mesi), garantendo la capacità di ricostruire rapidamente i lotti coinvolti. Deve esistere un collegamento diretto tra registri CCP e identificazione dei lotti. La documentazione deve essere sempre disponibile, aggiornata, leggibile e protetta da alterazioni o perdite accidentali.

HACCP, Food Fraud e Food Defence aggiornati

L’aggiornamento del risk assessment per HACCP, Food Fraud e Food Defence deve considerare le nuove tipologie di rischio legate ai servizi di delivery e alle catene di approvvigionamento estese. Il team HACCP necessita di competenze rafforzate specifiche per il settore wholesale e cash & carry.

La formazione diventa elemento strategico, con percorsi mirati per diversi ruoli aziendali. Per supportare questa transizione, il Master CERTIFOOD di Next Talent Academy offre una preparazione completa su tutti gli standard di certificazione alimentare, incluso IFS Wholesale & Cash & Carry v3, fornendo le competenze necessarie per gestire efficacemente il processo di certificazione.

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FAQ – Domande frequenti su IFS Wholesale & Cash & Carry v3

Quando diventa obbligatoria la versione 3?

La versione 3 diventa obbligatoria dal 1 novembre 2025. Tuttavia, gli audit volontari con la v3 possono iniziare già dal 1 maggio 2025. Le aziende che desiderano anticipare la transizione possono richiedere l’audit v3 già dalla primavera 2025.

Posso ancora certificarmi con la versione 2?

Sì, ma solo fino al 31 ottobre 2025. Dopo questa data, tutti gli audit dovranno essere condotti esclusivamente con la versione 3. È consigliabile pianificare la transizione considerando il proprio ciclo di certificazione per evitare interruzioni.

Cosa cambia nel sistema di scoring?

La versione 3 mantiene il sistema di scoring basato su A, B, C, D, Major e KO. Lo schema è stato aggiornato rispetto alla versione precedente, ma la struttura delle categorie rimane invariata. Ulteriori dettagli sulle modalità di valutazione sono illustrati direttamente nel testo dello standard.

Gli audit non annunciati sono obbligatori?

No, gli audit non annunciati rimangono volontari per IFS Wholesale & Cash & Carry v3. Tuttavia, rappresentano un’opportunità per ottenere lo status IFS Star, che aumenta la credibilità presso clienti e partner commerciali dimostrando conformità costante.

Serve rifare completamente la documentazione?

Non necessariamente. È richiesto un aggiornamento mirato della documentazione esistente per allinearla ai nuovi requisiti. La gap analysis iniziale identificherà quali documenti necessitano revisione e quali possono essere mantenuti con modifiche minime.

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