Che cos’è la certificazione biologica?
La certificazione biologica rappresenta un elemento distintivo per le aziende che desiderano affermarsi sul mercato in modo sostenibile e responsabile. Basata sul Regolamento UE 2018/848, questa certificazione attesta che ogni fase della filiera – dalla coltivazione alla trasformazione – avviene nel rispetto di rigorosi standard ambientali e di qualità. Ciò significa che solo i produttori che seguono metodi produttivi privi di sostanze chimiche di sintesi, pesticidi e OGM possono vantare il marchio “Biologico”.
Che cosa garantisce la certificazione della qualità biologica?
Investire nella certificazione biologica garantisce alle aziende un vantaggio competitivo in un mercato in crescita. Nel 2023, le vendite di prodotti bio in Italia hanno raggiunto i 5,4 miliardi di euro, con un impatto positivo anche sull’export. Il settore continua a espandersi grazie alla crescente domanda di prodotti sostenibili, che favorisce la GDO, i negozi specializzati e i gruppi di acquisto solidale.
La superficie agricola biologica (SAU) in Italia è aumentata del 4,5% nel 2023, raggiungendo 2,46 milioni di ettari e avvicinandosi al target UE del 25% entro il 2030. Nel 2024, il mercato bio ha superato i 6,5 miliardi di euro (+5,7%), con 5,2 miliardi dai consumi domestici e 1,3 miliardi dalla ristorazione fuori casa.
L’export agroalimentare bio ha raggiunto 3,6 miliardi di euro nel 2023 (+8%), salendo a 3,9 miliardi nel 2024 (+7%). Tra i principali canali di vendita, la Distribuzione Moderna ha totalizzato 3,3 miliardi di euro (+5,3%), con una crescita significativa dei discount (+6%) e dei negozi specializzati (+9%), mentre l’e-commerce ha registrato una lieve flessione (-0,4%).
Questi dati confermano la tendenza positiva del settore, sostenuta dall’adozione di pratiche agricole sostenibili e dalla crescente attenzione dei consumatori verso i prodotti biologici.
Chi fa la certificazione biologica?
La certificazione biologica viene rilasciata da Organismi di Controllo (OdC) accreditati e autorizzati dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) in Italia e dagli enti competenti nei vari Paesi europei.
Questi organismi verificano che le aziende rispettino i requisiti del Regolamento UE 2018/848 attraverso ispezioni, analisi e controlli documentali. Solo dopo aver superato queste verifiche, l’azienda ottiene il Certificato biologico e può utilizzare il logo Euro-leaf, il marchio ufficiale del biologico europeo.
Come si fa ad avere la certificazione bio?
Il processo di certificazione si articola in fasi ben definite:
- Valutazione iniziale: L’azienda presenta la documentazione necessaria per dimostrare la conformità ai requisiti normativi.
- Verifica ispettiva: Un organismo accreditato effettua sopralluoghi sul campo per accertarsi del rispetto delle pratiche agronomiche e gestionali.
- Emissione e sorveglianza: Una volta ottenuta la conformità, viene rilasciato il certificato, seguito da controlli periodici (annuali, minimo uno all’anno, ma possono essere anche due o tre all’anno) per garantire il mantenimento degli standard.
Come e perché diventare specialista nelle certificazioni biologiche?
Diventare specialisti nel campo della certificazione biologica significa non solo comprendere le normative e i processi di controllo, ma anche saper valorizzare un prodotto in un mercato globale sempre più esigente.
Le aziende che investono in formazione specifica, come quella offerta dal Master CertiFood di Next Talent Academy, acquisiscono competenze strategiche che le rendono pronte ad affrontare le sfide della sostenibilità e della competitività internazionale.
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Conclusione
La certificazione biologica va ben oltre il mero adempimento normativo: è un impegno concreto verso la sostenibilità, la trasparenza e la qualità. Per le aziende, rappresenta un’importante leva di differenziazione e un investimento sicuro per posizionarsi efficacemente sul mercato globale.
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